Le storie

La sarta a passo coi tempi: la storia di Chisca

Creare per gli altri e per sé stessi, inseguire una passione nata pian piano, passo dopo passo. Andare oltre le difficoltà quotidiane, rialzarsi in caso di caduta: è una storia con tanti spunti di riflessione quella che donneinstoffa porta in scena questa settimana. È la storia di Chiara e del suo “Chisca”.

Siracusa, Sicilia. Parte da qui la storia di Chiara; parte da una macchina da cucire comprata e abbandonata, da una passione per il fare sempre avuta, da un’indole naturale che bussa forte nei pensieri e che spinge a sedersi su una sedia e provare a cucire un piccolo bottone su una stoffa qualsiasi, in un giorno come tanti altri.

Dal bottone alla prima borsa, ai primi pantaloni, ai primi abitini. Nei mercatini per cercare idee, nella merceria di fiducia per le stoffe migliori. Chisca prende il nome e il cognome della sua protagonista, della ragazza che da sola ha imparato a conoscere il mondo della sartoria affrontandone i problemi e le tante difficoltà a questo connesse. Oggi Chisca è un laboratorio in continua evoluzione, fatto di tanta passione, di tanto lavoro e di tempo speso nella ricerca dei dettagli che portano alla perfezione.

Di Chiara abbiamo ammirato la sua voglia di fare, il rapporto con le clienti reali e virtuali che, se potesse, ringrazierebbe una ad una. Il suo progetto insegna ad andare avanti anche quando tutto gira storto, anche quando in pochi credono in ciò che fai. Siamo sicuri che le parole della nostra protagonista possano essere ispiratrici per qualcuno dei nostri lettori. Sono parole che abbiamo raccolto per voi e che, se vorrete, vi aspettano venerdì 11 ottobre sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti di Chisca:

Chiara Scalora-Chisca

http://www.facebook.com/ChiaSca

http://www.instagram.com/chisca_lab

Le storie

La ragazza che cuce le fiabe: la storia di Mevrian

Viaggiare, scoprire, perdersi e ritrovarsi dopo un cammino tortuoso, pieno di insidie ma con un finale sorprendente, carico di meraviglia: ama le fiabe la protagonista della settimana di donneinstoffa. Il suo nome è Marlene, il nome del suo progetto nasce proprio da un romanzo fantastico di vecchia data: “Mevrian”.

Lago di Garda, Venezia, Giappone andata e ritorno. In mezzo gli studi ma anche le difficoltà, gli imprevisti che fanno saltare quei piani disegnati nella mente umana che corre e non sente ragioni. Fermarsi per ripartire con più grinta, però, sembra essere il mantra di Marlene. Tornare in Italia, rimboccarsi le maniche per andare oltre gli ostacoli quotidiani, con la passione per l’artigianalità e i tessuti sempre viva, anzi rinforzata da quanto visto in terra nipponica.

Mevrian nasce nei ritagli di tempo, nelle pause da lavoro, nei weekend d’estate passati a studiare l’arte del cucito rinunciando ai bagni al mare. Nasce dalla consapevolezza di poter rendere felice qualcuno facendolo sentire a proprio agio con ciò che indossa, sulla base dei propri gusti, delle proprie preferenze, del proprio carattere.

Punta alla qualità sempre più elevata, Marlene. Guarda ai tessuti italiani, alle fibre naturali ad impatto ambientale vicino allo zero, rinunciando ai tessuti sintetici, più economici sì ma sicuramente meno ecosostenibili.  Mevrian come strumento adatto per chi preferisce osare, per chi ama distinguersi dalla massa senza rinunciare all’eleganza, per chi ama sognare indossando delle stoffe particolari.

Di Marlene ci ha colpito la forza d’animo e la sua determinazione. Il coraggio di cambiare, di reinventarsi quando tutto sembra perduto, quando in pochi credono nei tuoi sogni. Lo abbiamo capito dalle sue parole: sono parole che fanno riflettere e che, se vorrete, troverete venerdì 27 settembre sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti della nostra protagonista in modo da poter curiosare nel suo mondo.

Marlene – “Mevrian”

http://www.instagram.com/mevrian

Le storie

La sarta che cuce con gioia: la storia di Sciusciaria

Una carica esplosiva davvero forte; una donna, una mamma, una sarta che ama il suo lavoro e da sempre cerca di migliorarsi per lei e per le sue clienti. Una bella storia quella che donneinstoffa porta in scena questa settimana: la storia di Sara e della sua “Sciusciaria”.

“Ciuciaria”, in siciliano, è un complimento che indica il “piacere nel vestirsi bene”, nel saper abbinare. Aggiungendo la S di Sara diventa proprio “Sciusciaria”, punto di partenza e di arrivo della nostra protagonista, sarta per tradizione – tramandata da nonna e bisnonna- e per vocazione, per indole naturale che provoca gioia e soddisfazione cucendo ogni giorno della propria vita.

Momenti brutti, come per tanti, non mancano. Trovare sempre lo spirito adatto per rialzarsi, però, non è da tutti. Lo è sicuramente per Sara, donna forte e con la voglia di mettersi in gioco in ogni nuova sfida, in ogni nuovo capo che confeziona per le proprie clienti, capaci di farla star bene semplicemente indossando quelle creazioni lavorate minuziosamente, partendo dalla scelte dei migliori tessuti e aggiungendoci manualità e tanto impegno quotidiano.

Sciusciaria è un progetto che guarda al vintage anni 50 e 60 ma che si proietta nel digitale, nel mondo dei social dove poter condividere sensazioni, dove poter raccontare e raccontarsi a chi potrebbe portare feedback sui progetti realizzati e su quelli in cantiere. Lo sa bene Sara, sarta sempre in cerca di quel qualcosa in più per andare avanti, per non tenere ferma la propria creatività.

Un domani, la nostra protagonista, si vede fonte di trasmissione del sapere accumulato negli anni di tanto lavoro e di tanti sacrifici, per lei e per la famiglia alla quale è molto legata. Ci ha raccontato tanto di lei e della sua attività, Sarà. Sono parole che abbiamo raccolto per voi e che, se vorrete, vi aspettano venerdì 13 settembre sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo tutto l’occorrente per curiosare nel mondo di “Sciusciaria”.

Sara Susine – Sciusciaria

http://www.instagram.com/sciusciaria

Le storie

Le artigiane con l’handmade nel sangue: la storia de “La sartoria rosa”

Il calore e i colori del Sud, della Sicilia terra ispiratrice di tante storie come sfondo. Due donne, un racconto che parte dalla passione e che punta a trasformare un impulso forte per l’handmade in un progetto lavorativo a 360 gradi. È una storia con tanti spunti di riflessione quella che donneinstoffa porta in scena questa settimana: è la storia de &La sartoria rosa&.

Una famiglia di sarte, una mamma che &parla& con la sua migliore amica, una macchina da cucire; una figlia con una propensione naturale per la sartoria, per i tessuti, i modelli e l’handmade. Una passione troppo forte per rimanere solo tale: nasce così, quasi per scherzo, &La sartoria rosa&, progetto tutto al femminile che guarda avanti e punta a trasformarsi in qualcosa di sempre più grande.

Dedizione, cura dei dettagli e impegno quotidiano come ingredienti base della sartoria. Puntare tutto nella ricerca dei tessuti è un mantra, girando per negozi alla ricerca dell’unicità, di quel valore aggiunto che possa far combaciare alla perfezione le gonne realizzate con le persone che le indosseranno.

Credere nella collaborazione al femminile come valore indiscutibile per le nostre protagoniste, convinte quanto mai della forza dell’handmade, anche quando nessuno o quasi sembra averne la giusta consapevolezza. Ci hanno raccontato molto di loro e dei loro progetti, presenti e futuri. Sono parole che abbiamo raccolto per voi e che, se vorrete, vi aspettano venerdì 6 settembre sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti delle nostre protagoniste per poter curiosare nel loro mondo, il mondo de &La sartoria rosa&:

Facebook: http://www.facebook.com/LaSartoriaRosaShop/

Instagram: http://www.instagram.com/lasartoriarosa/

Le storie

La sarta che insegue la perfezione: la storia di Aloba

La ricerca della perfezione come leitmotiv, la carica di una giovane ragazza come motore trainante di una macchina che cuce per passione, per professione e, probabilmente, per destino. È una storia che profuma di energia positiva quella che donneinstoffa vi racconta questa settimana: è la storia di Alessia e del suo “Aloba”.

“Aloba”, in Messico, significa meraviglia. Parte di qui la storia di Alessia, artigiana ventiquattrenne delle colline marchigiane; parte da una nonna che cuce per una famiglia reale e che trasmette la sua passione ad una nipote piccola ma con le idee ben chiare nella testa. Una nipote che cresce, che si avvicina alla macchina da cucire, che studia per inseguire il suo sogno da imprenditrice nel mondo della sartoria.

Le difficoltà sono tante, tra tutte quella di dover accettare l’idea di affrontare gli imprevisti della vita, quegli imprevisti che, a volte, fanno saltare i piani prefissati. Andare avanti, però, è l’imperativo, soprattutto quando si è giovani e le passioni sembrano quasi irrefrenabili. Nasce così, quattro anni fa, dalla testardaggine della sua fondatrice il progetto “Aloba”.

Un progetto con i tessuti di qualità al centro, con la dedizione della nostra protagonista in tutto ciò che fa per le proprie clienti, per quelle donne che devono sentirsi a proprio agio qualsiasi taglia indossino. Un progetto fatto di collaborazioni con amiche, più che colleghe e che guarda avanti raggiungendo le ragazze appassionate di sartoria attraverso i moderni social network.

È una storia con tanti spunti di riflessione, quella di Alessia. È il racconto sincero di una ragazza che ha inseguito il suo sogno e che non si è fermata davanti alle difficoltà quotidiane. L’abbiamo capito dalle parole della nostra protagonista: sono parole che abbiamo raccolto per voi e che, se vorrete, vi aspettano venerdì 23 agosto sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti di Alessia e del suo “Aloba”:

Alessia Cantarini – “Aloba sarta”

Instagram: www.instagram.com/aloba.sarta

Facebook: http://www.facebook.com/alobasarta

Le storie

La sarta dei bambini con il teatro nel cuore: la storia di “Soffio di Scilla”

Saper far conciliare la vita di mamma e di artigiana, mettere in scena una rappresentazione teatrale, con gli abiti protagonisti di una storia semplice, legata alla natura, ai colori e ai profumi di tutti i giorni. È una storia che fa tornare alla mente ricordi d’infanzia quella che donneinstoffa racconta questa settimana: è la storia di Valentina e del suo “Soffio di Scilla”.

Lo spirito creativo, probabilmente, non s’improvvisa. Con la testa piena di idee, di sogni, di voglia di fare, ci si nasce e si cresce. Così come per Valentina, che da una bambina amante di stoffe e bottoni è diventata donna di 28 anni, mamma e sarta a tempo pieno, specializzata in costume di scena all’Accademia di Belle Arti di Urbino e amante dell’arte a trecentosessanta gradi.

Il suo “Soffio di Scilla”, nonostante il sempre amato mondo della sartoria, nasce solo nel 2017, dopo il periodo della maternità. Nasce con un’idea ben chiara: realizzare abiti per bambini, tante comparse di una grande opera teatrale, immaginata nella testa di Valentina e messa in scena con matite, bottoni e tessuti, meglio se naturali e semplici, come il cotone o il lino.

La sensazione di non essere mai soddisfatta del proprio lavoro come mantra, probabilmente stimolo continuo per far meglio, per realizzare quelle idee che si affollano nella mente di una donna determinata, felice solo quando riesce ad evadere dalla quotidianità, rifugiandosi nel verde dei boschi della provincia di Bologna.

Una storia che profuma di semplicità quella di questa settimana. Il racconto di una ragazza che crede fortemente nella forza femminile, così intensa da far correre dei rischi e di andare avanti anche di fronte a grandi difficoltà. Ci ha raccontato tanto di lei e del suo mondo, Valentina; sono parole che ci hanno fatto riflettere e che, se vorrete, vi aspettano venerdì 16 agosto sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti di Valentina e del suo “Soffio di Scilla”:

www.soffiodiscilla.it

Instagram: www.instagram.com/soffiodiscilla

Facebook: www.facebook.com/soffiodiscilla.it

Le storie

La ragazza che ha saputo rinascere: la storia de “La stanzetta del riciclo”

Non riuscire a fermarsi, rifiutare l’idea di dover far nulla nella propria esistenza, anche quando di fronte a noi appaiono problemi più grandi di noi stessi, di quelli che vorrebbero imporci di rallentare e sconfiggerci. È una storia di coraggio, di voglia di fare senza frontiere, di rischi presi e di scelte da compiere in momenti delicati: è la storia di Alessandra, è la storia de “La stanzetta del riciclo”.

Una stanza senza finestre, un ripostiglio. Macchine da cucire, tessuti, bottoni, ago e filo. Tante idee e stoffe arrivano dal web, dallo scambio di messaggi e dalla generosità di chi dona quegli abiti che non indossa da tempo e che, prima o dopo, finirebbero nel sacco dei rifiuti. È questa, in fondo, l’idea di partenza di Alessandra, sarta quasi improvvisata con una storia alle spalle tutta da raccontare.

Una ragazza dai mille volti, la nostra protagonista. Geometra e tecnico in bioedilizia, qualifiche con caratteristiche utili al lavoro quotidiano di artigiana del riciclo. “Amante della natura, degli animali e della vita all’aria aperta” ama definirsi lei, donna forte con la grande passione per la musica. All’improvviso, però, in un giorno qualunque del 2013, grazie a un tutorial qualunque visto sul web, si avvicina al mondo della sartoria, impiegando quel tempo libero a cui è costretta causa problemi di salute.

Tante difficoltà, la più grande rendere partecipi gli altri della propria idea di voler dedicar anima e corpo alla sartoria. Un’idea che si concretizza ne “La stanzetta del riciclo” e che, oggi, si esplicita nella collaborazione con chi la segue per la scelta dei tessuti, una collaborazione molto forte con le altre artigiane, spesso consenzienti nel mettere a disposizione quegli scampoli di tessuti non più loro utili.

Una storia che insegna, quella di Alessandra. Un racconto dal quale emerge la descrizione di una ragazza determinata, con una visione a lungo termine e sempre con il sorriso stampato sulle labbra. Le parole della nostra protagonista ci hanno fatto riflettere e potrebbero essere d’ispirazione per molti. Se vorrete, come sempre, le ritroverete qui, sul blog di donneinstoffa, venerdì 9 agosto.

Intanto, qui sotto, vi lasciamo i contatti della nostra protagonista e del suo progetto “La stanzetta del riciclo”:

Alessandra Muscas – “La stanzetta del riciclo”

Instagram: www.instagram.com/lastanzettadelriciclo

Facebook: https://www.facebook.com/lastanzettadelriciclo

Le storie

L’artigiana che pensa positivo: la storia di Ismara

Fare di necessità virtù, rimboccarsi le maniche e guardare sempre avanti per affrontare qualsiasi tipo di difficoltà. È una storia con tanti spunti di riflessione quella che donneinstoffa porta in scena questa settimana: è la storia di Mara e della sua “Sartoria Ismara”.

Una bisnonna che cuce camicie per l’intera famiglia, una nonna che crea abiti per la propria figlia che a sua volta tramanda l’istinto artigianale alla sua di figlia. Un intreccio familiare, una passione, anzi qualcosa di più, che diventa professione a 360 gradi per mamma e figlia, una figlia di nome Mara che intanto studia e si laurea in Scienze politiche.

Oltre la laurea, però, c’è la voglia di dar vita a un progetto sartoriale: nel 2005 nasce Ismara, in principio una piccola bottega nella quale creare abiti su misura, una creatura cresciuta nel tempo e trasformatasi in qualcosa di più, fino ad arrivare a definirsi come una realtà a metà tra artigianato e impresa, anche grazie e soprattutto a nuovi innesti nel team, fondamentali per aggiungere valore al lavoro creativo e manuale di Mara.

Oggi Ismara è una realtà che punta in alto, che valorizza il made in Italy e predilige materiali naturali e bio, rispettando l’ambiente nel lavoro quotidiano. È un laboratorio di idee trainato da Mara, ragazza forte che ama definirsi “caparbia e tenace”, in grado di pensare positivo anche quando le cose non vanno nel verso giusto.

È una storia senza filtri quella consegnataci da Mara, protagonista della nostra settimana che racconta e si racconta in un’intervista che, se vorrete, vi aspetta venerdì 2 agosto sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti della sua “Sartoria Ismara”:

Mara Franchini – Sartoria Ismara

www.ismara.it

Instagram: www.instagram.com/ismara_sartoria

Facebook: www.facebook.com/ismarasartoria

Le storie

L’artigiana che si ispira a Confucio: la storia di Mhatì

Una passione che diventa lavoro quotidiano, un sogno inseguito dalla tenera età che si concretizza nella gioia delle proprie clienti, in quelle persone che credono in te e in quello che fai con tanta dedizione. È una storia d’amore per l’handmade quella che donneinstoffa porta in scena questa settimana: è la storia di Maria Vittoria e del suo “Mhatì”.

Gli studi di moda, il primo lavoro per un’azienda d’abbigliamento, il trasferimento dalla Puglia a Milano e quell’idea di veder nascere un brand personale sempre viva, un progetto in grado di completare un percorso iniziato disegnando abiti e figurini sin da quando Maria Vittoria di anni ne aveva solo cinque.

La qualità dei tessuti, la valorizzazione del made in Italy, l’andare contro qualsiasi omologazione creando abiti su misura per ogni esigenza sono i punti cardini di Mhatì, brand giovane che sembra puntare alla professionalità e alla cura dei minimi dettagli, così come a cercare idee e spunti da chi condivide gli stessi valori all’interno del mondo dell’handmade sartoriale.

Studiare tanto e fare pratica sono i consigli della nostra protagonista per chi volesse intraprendere la sua stessa strada, per chi volesse dedicare anima e corpo a quella passione diventata professione per Maria Vittoria, oggi giovane artigiana di 31 anni con Confucio ad ispirare i suoi giorni: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, nemmeno un giorno della tua vita”.

È un racconto di pura passione quello di Maria Vittoria, donna forte che ama il lavoro che fa e che porta un pizzico di sé in ogni creazione che realizza. Lo abbiamo capito e apprezzato direttamente dalle parole della nostra protagonista, parole che fanno riflettere e che, se vorrete, potrete ritrovare sempre qui sul blog di donneinstoffa venerdì 26 luglio.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti della nostra protagonista in modo tale da poter curiosare nel suo mondo, il mondo di “Mhatì”:

Maria Vittoria

Instagram: www.instagram.com/mhati_handmade

Facebook: www.facebook.com/mhatihandmade

Le storie

La ragazza con le stoffe nel destino: la storia di Chicala Handmade

Un percorso lineare, scritto nel destino da sempre. Rincorrere una passione con qualsiasi mezzo, a qualsiasi prezzo. È una storia di artigianalità allo stato puro quella che donneinstoffa vi racconta questa settimana, è la storia di Chiara e del suo “Chicala Handmade”.

Una mamma che crea e cuce abiti da autodidatta, una nonna che ricama con maestria, un paesaggio con le montagne piemontesi ben in vista. Non è un film ma l’ambiente dove nasce e cresce Chiara, oggi fashion designer di soli 25 anni. Gli studi, i primi lavoretti ma con i pensieri fissi a quella passione che, dopo tempo, bussa con troppa forza per lasciarla fuori. E allora, bisogna buttarsi: nasce così “Chicala Handmade”.

Il progetto, la stessa Chiara, lo definisce un mix di mani, cuore e testa. L’attenzione per i dettagli, per i tessuti da scegliere con cura, ricercando quel qualcosa in grado di rappresentare un’idea di abbigliamento etico e sostenibile tanto caro alla nostra protagonista. Lo sfondo del lavoro quotidiano è il proposito di fare rete con chi si avvicina ai prodotti e alla filosofia di vita di Chicala, scambiando pareri e cercando spunti per migliorare ogni giorno.

“Avere un sogno è bello, ma cercare di realizzarlo, lo è di più” dice Chiara, ragazza giovane e determinata, arrivata a costruire il proprio sogno passo dopo passo, mattone su mattone. Non mollare, anche quando le difficoltà sono tante: ci è sembrato questo il motto di questo progetto, un progetto raccontato direttamente dalle parole della sua creatrice, parole che abbiamo raccolto per voi e che, se vorrete, potrete ritrovare venerdì 19 luglio sempre qui, sempre sul blog di donneinstoffa.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti di Chiara e del suo “Chicala Handmade”:

Chiara De Masi – Chicala Handmade

Instagram: www.instagram.com/chicala.handmade

Facebook: www.facebook.com/chicalahandmade