Le interviste

A tu per tu con le sarte cresciute a pane a fai da te…

Abbiamo fatto qualche domanda a Chiara e Piera, protagoniste della settimana di donneinstoffa con il loro “Kali Kù”. Curiosi di sapere cosa ci hanno raccontato? Buona lettura!

Chi siete? Qualche parola per descrivervi.

Siamo un piccolo brand 100% handmade pugliese (Foggia). Due sorelle, una grafica e una costumista cinematografica, figlie di 3 generazioni di fotografi, 4 mani e tanta voglia di creare accessori unici, di qualità e durevoli nelle mode e nel tempo. Crediamo fermamente nel “potere” che un accessorio ha di rendere “fashion” anche un outfit molto semplice. Essendo costumista e grafica curiamo quasi tutti gli aspetti del nostro lavoro, shooting, foto, postproduzione grafica, inoltre gestiamo le nostre pagine e abbiamo un negozio on line su Etsy. I nostri scatti sono sempre ambientati in Puglia.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Sin da piccole crediamo che già aver fatto il metodo montessoriano all’asilo ci abbia deviato riguardo la manipolazione della materia. Inoltre, nella nostra famiglia ci hanno cresciute a pane e fai da te grazie alla nostra mamma che ha sempre avuto una certa propensione al cucito e al fatto a mano e la nonna fotografa che ci faceva giocare con il campionato dei tessuti con i quali rivestiva gli album. Nostra mamma faceva roba di maglieria, fermagli, costumi di carnevale improvvisati. Abbiamo iniziato a fare regali fatti a mano dai 15 anni in su alle nostre amiche per compleanno e Natale, poi mercatini visto e considerato che le cose che regalavamo alle amiche riscuotevano successo e poi da 4 anni ne abbiamo fatto una vera e propria professione. Abbiamo iniziato con oggetti piccoli, facili da smerciare nei banchi estivi, poi ci siamo evolute a fare cose più complicate e complesse e siamo diventate brand.

Se doveste guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Se dovessimo guardare indietro il momento più difficile è stato il passaggio da hobbisti a veri e propri artigiani. Quando da piccoli accessori siamo passate a creare cose più complesse. A differenza delle grandi aziende che mandano in produzione un oggetto solo dopo averlo collocato nel mercato, noi ci siamo trovate nel passaggio da piccoli oggetti a realizzare il nostro prodotto di punta: le “Fru fru bag” che ovviamente avevano un altro concept e sapore differente ai semplici oggetti da bancarelle. Lo abbiamo creato con il cuore, perfezionato nel tempo e solo provando abbiamo capito qual era il luogo, il prezzo, la fascia di età nel quale si collocava. Da semplici oggetti lavorati a mano ci siamo trovate davanti ad una nostra creatura e non riuscivamo a capire il valore e dove andava collocata. Ci siamo trovate davanti ad un vero e proprio pezzo di design e questo ci ha spiazzate ma ora è il nostro orgoglio❤️

Come scegliete tessuti e materie prime per le vostre creazioni?

Kalikù è un progetto che nasce da due sorelle con la passione per i tessuti e la possibilità di manipolarli e visualizzarli sotto forme nuove e sempre diverse. Cerchiamo di scegliere tessuti italiani e soprattutto di qualità. Ci piace usare e sperimentare nuove stoffe perché per le “Fru fru bag” è importante. La base della lavorazione è sempre la stessa, cioè strisce di stoffa tagliate e annodate a mano, e usando materie diverse abbiamo sempre nuovi risultati. Ci piace manipolare e mixare differenti materiali. Per il resto utilizziamo stoffe riciclate e non buttiamo niente dei nostri scarti dai quali ricaviamo gli orecchini fiori penduli (altro prodotto di punta) e delle sportine che regaliamo con l’acquisto delle borse per incentivare le clienti ad utilizzarle al posto delle buste in plastica.

Dai vostri post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi vi segue. Quanto pensate sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i vostri prodotti?

Molto importante! I clienti sono fonte di ispirazione e grazie ai loro consigli e suggerimenti riusciamo a migliorarci e a realizzare nuovi modelli. Inoltre, i clienti vanno educati agli acquisti e fatti partecipi di quello che è il tuo modo di vedere le cose. Un cliente consapevole è un cliente più cosciente, infatti nel tempo molti di loro si affidano a noi per consulenze, per trovare la giusta personalizzazione, ci chiedono consigli e quant’altro sull’handmade e la slow fashion. La nostra missione è quella di educare i nostri clienti al bello, durevole, fatto a mano, slow tramite le stories dove proponiamo outfit che creiamo con altri brand handmade, parlando loro della fast fashion, di seconda mano dove trovarlo e altro. Inoltre, parliamo della nostra terra perché crediamo che siamo quello che siamo grazie alle meraviglie che da tempo guardiamo nel nostro amato Gargano.

Che consiglio dareste alle donne che hanno la vostra stessa passione?

Di coltivare le proprie ambizioni e impegnarsi tanto per vedere realizzati i loro progetti e che a chiunque volesse scriverci saremmo onorate di dare consigli. Ma che si devono investire di tanta pazienza perché questo è uno dei lavori che ne richiede molto per la lentezza di cui necessita un prodotto fatto a mano bene, bello e durevole nel tempo.

Collaborate con altre donne che hanno un’attività simile alla vostra?

Certo!!!! non abbiamo un negozio fisso, perché la volontà è quella di poter girare, creare collaborazioni con altri shop, o con altri artigiani come noi, che condividono la loro voglia di sperimentare facendo rete.  Siamo sempre alla ricerca di realtà vicine alla nostra e crediamo nelle collaborazioni per dare forza alla nostra voce di artigiani.

Quanto pensate sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Beh noi ci siamo dentro perché collaboriamo con diverse donne, una ragazza che ha un negozio di capi vintage rigenerati, un’altra che ha una biocosmesi e altre realtà di donne vicine alla nostra visione di handmade e slow fashion. Fare rete insieme giova tutte noi. Più siamo più la nostra voce è grossa, inoltre più teste riescono ad interpretare più aspetti dello stesso tema e si riesce meglio la comunicazione, il messaggio.

C’è una creazione alla quale siete particolarmente legate? Magari perché l’avete realizzata in un periodo particolare della vostra vita o perché a ispirarvi è stata una persona per voi importante.

Si le “Frù frù bag”, la prima è nata per fare un regalo importante alla nostra mamma. È nata per caso nel periodo prenatalizio del 2008, da dell’alcantara rossa avanzata da un divano letto ritappezzato dove dormivamo da piccole, e da una sportina per la spesa che avevamo in casa da secoli.  Le “Frù Frù Bag” sono splendide borse, realizzate tutte a mano con migliaia di lembi di stoffa (dall’alcantara al taftà o l’ecopelle), tagliati e annodati uno ad uno a formare la particolare “silhouette “. Ogni modello ha la sua peculiarità, la sua forma, la sua resa grazie ai giochi di colori e sfumature dei nodi che formano la texture; ogni creazione è qualche cosa di unico ed originale. Sono tutte piccole capsule collection in serie limitatissima.                  

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