Le interviste

A tu per tu con la sarta che cuce emozioni…

Abbiamo fatto qualche domanda a Giulia, giovane sarta protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Abricot”. Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Sono Giulia, a dicembre compio 24 anni e vivo in provincia di Padova. Amo l’arte in tutte le sue forme purché mi trasmetta emozioni delle quali non sono mai sazia. Ho una laurea in pittura presa in accademia di belle arti a Venezia dove ho potuto dare sfogo alla mia creatività in ogni campo artistico. Contemporaneamente agli studi universitari ho frequentato una scuola di moda per la quale sono modellista secondo il metodo Sitam. Da poco ho anche iniziato ad insegnare disegno del cartamodello,taglio e confezione, un progetto che mi sta entusiasmando moltissimo. Amo la natura e i fiori più di ogni altra cosa, ci insegnano moltissimo sulla vita.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Più che una passione per l’handmade, il “creare” è una cosa che ho sempre sentito dentro. Da quando ero piccola inventavo/costruivo di tutto ma la cosa che preferivo di più era travestire mio fratello e mio cugino più piccoli con coperte e tovaglie obbligandoli a recitare scenette scritte da me (devo essere stata tremenda, poverini!). Quante parole, poi, quando mia mamma ad ora di cena si trovava spesso i buchi nelle tovaglie perchè avevo bisogno di quel preciso pezzetto per fare i vestiti alle bambole! Ne ho combinate di tutti i colori ma non ho mai smesso di creare cose nuove dalle mie mani. Abricot è nato nel 2017 per caso. Mettevo su facebook i vestiti che mi facevo finchè una ragazza francese mi ha scritto chiedendomi se potevo fare anche a lei i pantaloni che indossavo, è stata talmente felice che mi ha incitato ad aprire uno shop online e a mettermi seriamente. Così pian pianino l’ho presa in parola fino a questo 15 Aprile 2019 che sono riuscita ad aprire p.iva e adesso Abricot è davvero una piccola impresa anche se ancora stento a crederci!

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento più duro è stato a febbraio dello scorso anno ho avuto un picco emotivo e ho smesso di credere in me stessa a causa di un brutto episodio nella vita privata. Ho dovuto cercare un altro lavoro e ho quasi abbandonato Abricot per tre mesi cosa che non rifarei mai ma in quel momento mi è servito per schiarirmi le idee e per poi spiccare il volo. Da quel momento infatti Abricot è sempre andata in crescita, ovvio ci sono sempre periodi più difficili, ma nulla di insuperabile!

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

La ricerca dei tessuti e dei materiali per me è una parte importantissima del mio lavoro. Una volta disegnata una nuova collezione inizia la ricerca pazza e sfrenata. ma non solo per la collezione, quando sono in giro e vedo qualche tessuto che mi ispira lo compro. Solitamente ho dei punti di riferimento di fiducia ma amo anche scovare qualche pezza nei mercatini vintage o nei miei viaggi in giro per il mondo. In Atelier ho una libreria grandissima piena zeppa di tessuti di ogni tipo!

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

Amo il contatto con il pubblico e trovo che sia molto importante instaurare una certa armonia tramite i social in modo tale che la clientela sappia a chi va in contro nel momento dell’acquisto. Poi sono anche convinta che instaurando una forte personalità nei social si attirino anche persone simili al proprio modo di essere e di fare che poi sono quelle che effettivamente sono più propense ad acquistare i prodotti. Amo molto anche scrivere nei post, penso sia fondamentale per cercare di creare una certa atmosfera intorno ai miei capi. Alla fine instagram è la mia principale vetrina e voglio che sia arredata bene! Ma alla fine, senza rigirarci tanto intorno, che sia sui social o nella vita reale, ogni cosa che faccio la faccio semplicemente perchè amo farla.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Un consiglio? Credere sempre nelle proprie capacità e lottare per esse, essere rigide il giusto con sè stesse e di tanto in tanto prendersi due minuti per dirsi “brava” o farsi un regalo.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Si, amo le collaborazioni tra donne, delle menti creative unite possono far nascere grandissime idee e io ne sarò sempre a favore. Al momento collaboro con una ragazza fantastica che gestisce la parte dei gioielli delle mie collezioni. Li ideiamo insieme, secondo il tema della nuova collezione e vengono fuori ogni volta delle chicche formidabili! A parte questo mi capita spesso di acquistare da altre artigiane e adoro far loro pubblicità creando nuovi abbinamenti con i capi Abricot che poi pubblicizzo su instagram. Penso che anche questo voglia dire collaborare nel proprio piccolo.. darsi una mano per farsi conoscere!

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Devo dire di avere un legame con ognuna delle mie creazioni, sono frutto delle mie mani e della mia mente e ognuna di loro è speciale ma il capo a cui sono più affezionata è il primissimo modello Grace in velluto. L’intramontabile Grace che vendo tantissimo ogni anno per ogni occasione e in ogni stile. Nato nel 2015, quando Abricot ancora non esisteva, doveva essere il mio abito per la festa di Natale, cucito fino allo sfinimento con 40 di febbre e indossato con il maglione sopra a causa dell’influenza. Nonostante la piccola sventura di quell’anno ogni volta che lo guardo mi incanto. L’abito dei miei sogni, in velluto verde bosco, corpetto stretto da bambolina, una gonna ampia a ruota lunga al ginocchio con tanto di sottogonna in crinolina, ma il dettaglio, la chicca più azzeccata di sempre, che ha fatto la differenza e che ha fatto innamorare tutti è stata una lunghissima fila di 30 bottoncini a sfera color rosa perlato lungo tutta la schiena. Questo abito tanto sudato alla fine è diventato il distintivo di riconoscimento Abricot come i bottoncini sulla schiena. Ogni anno mi chiedono di riprodurlo in mille colori e tessuti diversi, in versione estiva e in versione autunnale e questo autunno persino come abito da sposa! Le manichette sono foderate, i bottoni completamente cuciti a mano e l’interno risulta pulito e impeccabile. Un modello intramontabile adattabile per ogni fisico e per ogni età. Da questo abito in poi ogni cliente che passa in atelier per un abito da sera o da cerimonia richiede esplicitamente i bottoncini Abricot sulla schiena e io non potrei esserne più contenta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...