Le interviste

A tu per tu con la sarta senza rimpianti…

Abbiamo fatto qualche domanda a Lorena, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo progetto sartoriale. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei?

Chi sei, parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Lorena, ho 28 anni e sono nata e cresciuta in Brianza. È un po’ strano parlare della Brianza come se fosse una vera e propria città, ma è ciò che fa parte della mia vita da sempre. Sono nata a Giussano, vissuta a Seregno per 22 anni e da 5 vivo a Casatenovo, dunque la Brianza è la mia casa. Da qui il mio nome LORENA Fa a man –Casàa- (Fatto a mano –Casatenovo).

Come è nata la passione per l’handmade?

In famiglia siamo tutti dei creativi, mio papà è intagliatore, mia mamma ha sempre fatto la sartina ribattina, i miei fratelli hanno sempre lavorato il legno e poi ci sono io, che sono passata dal decoupage, all’uncinetto, ai ferri, allo scrapbooking e finalmente la mia vera strada: il cucito. Ho cominciato con un piccolo corso di cucito subito dopo il matrimonio e poi mi sono trasferita a Parigi per un anno. Dalla prima lezione ho capito che il lavoro di segretaria o qualunque altro lavoro intraprendessi non avrebbero potuto essere la mia strada: semplicemente non erano ciò che volevo fare ogni giorno della mia vita dopo aver bevuto il caffè. L’idea di rimanere seduta davanti ad una scrivania mi metteva l’ansia e passavo la giornata a cercare idee creative, qualcosa che mi portasse colore e originalità. Così ho capito che era in questo che avrei dovuto investire tutta me stessa.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

In questo campo spesso ci sono momenti duri perché hai paura di non fare abbastanza, di non essere abbastanza e di non riuscire nel tuo progetto, ma credo che il momento più duro in assoluto sia stato subito dopo il trasferimento a Parigi. Ho iniziato a cucire a tempo pieno, però non sapevo da dove cominciare. Ho comprato stoffe ma non sapevo cucirle. Ho comprato modelli ma non sapevo assemblarli. Conoscevo giusto le cuciture di base. Per di più i corsi costavano tantissimo e con un mutuo da pagare e un affitto alle stelle non potevo permettermi di spendere chissà quanto. Così ho fatto qualche piccolo investimento e ho cominciato a cucire e a disfare tutto il giorno. Ho sperimentato e mi sono esercitata. Il primo progetto vero che ho cucito ad ottobre 2018 è stata la prima camicia per mio marito. Per essere una che aveva giusto cucito qualche gonna e un vestitino e non sapeva fare molto, il risultato mi sembrò degno di nota. La camicia non era e non è perfetta, ma mio marito la indossa con orgoglio e mi ha spronata a fare sempre di più e questo mi è bastato per metterci anima e corpo nonostante la difficoltà. Ho capito di poter credere in me stessa e di potermi arrangiare da sola.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

A Parigi il 60% della popolazione cuce, quindi ho avuto la possibilità di girare tantissimi negozi rendendomi conto quali fossero i tessuti di vera qualità. Acquisto sempre da una boutique online che vende tessuti stupendi ad un prezzo non proprio competitivo. Ma la qualità si paga e io voglio che i clienti siano felici quanto me di indossare capi non solo creati a mano, ma di qualità e che durino nel tempo.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

Io credo che sia importantissimo perché nel tempo dei social è difficile scoprire cosa sia reale e cosa no. Chi legge e compra i miei prodotti deve sapere cosa sta per acquistare anche senza toccare con mano, deve conoscere quali sono le mani che producono i loro capi e la passione che ci mettono. Devono conoscere la mia storia e la mia vita per capire che possono fidarsi di una persona reale e non “creata” apposta per il social.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

È difficile rifarsi da zero e cominciare qualcosa di nuovo, ma è importante lanciarsi. Penso in ogni caso che sarebbe più difficile vivere il resto della propria vita con il rimpianto di non averci mai provato.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Ho conosciuto molte ragazze che hanno intrapreso questa strada come me, ci scambiamo spesso consigli, opinioni e trucchi. Spero che tutte riusciremo presto ad inserirci in questo mondo in modo da poterci rafforzare ancora di più. Nel nostro piccolo facciamo di tutto per sponsorizzarci l’una con l’altra ed è la cosa più bella tra donne che ho mai visto!

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Io direi le creazioni più importanti alle quali sono legata, sono il completo “camicia e pantalone” da uomo, che ho cucito per mio marito. Sono qualcosa di unico per me perché hanno segnato l’inizio del cambiamento, l’inizio della mia nuova vita in maniera definitiva. I creatori dei cartamodelli francesi, mi hanno chiamata dicendomi: ”mercoledì 25 settembre a Parigi ci sarà una sfilata ad un festival del DIY. Noi siamo stati invitati all’evento e vorremmo far sfilare i capi creati con i nostri cartamodelli. Crediamo che tu sia la persona più adatta a rappresentare il completo camicia e pantalone in quanto sei quella che l’ha realizzato con precisione e dedizione e le tue rifiniture sono da urlo.”.

È stata la prima volta in cui mi sono sentita finalmente realizzata del posto che mi sono creata.

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