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L’ingegnere con ago e filo: la storia di The yellow peg

Una laurea in ingegneria informatica, un dottorato in visione artificiale e una macchina da cucire impolverata in garage. Tre ingredienti, una ricetta con risultato finale spinto dalla consapevolezza di voler cambiare tutto, di stravolgere le regole e di inseguire un sogno, tenuto nel cassetto per tanto, troppo, tempo. Una storia particolare quella di Simona Ullo, fondatrice di The yellow peg e protagonista del secondo racconto di donneinstoffa.

“Cuci il tuo stile, vesti i tuoi sogni” il motto del brand, non a caso siamo spinti a dire. Per sentirsi davvero protagonisti del proprio cammino, di ciò che ogni giorno ci permette di andare avanti, è necessario essere coinvolti in un progetto, sentirsi parte integrante di ciò che facciamo. Non era così, probabilmente, per Simona. Ma andiamo con ordine.

È una storia di donne questa, di generazioni a confronto. Di una nonna che cuce mentre la nipotina la guarda ammirandola, senza però voler davvero imparare gli stessi gesti che ai suoi occhi sembrano esser fatti con una naturalezza unica. Di una mamma che regala alla figlia una macchina da cucire, oggetto curioso in un tempo non così gentile verso chi sceglie di tornare alla manualità, alla creazione e alla modifica del proprio stile facendolo a mano. Ma Simona, nipotina e allo stesso tempo figlia ormai cresciuta, è avviata verso una carriera da ingegnere informatico con tanto di dottorato in visione artificiale.

Nel 2014, però, la svolta. Un blog sul cucito, uno spazio dove poter raccontare e raccontarsi, mettersi alla ricerca di consigli per rispolverare quella macchina da cucire e andare oltre la semplice riparazione dell’orlo dei pantaloni. Un treno che parte e non si ferma, anzi, aumenta di velocità. Così, due anni dopo, la decisione di non voler estendere il suo contratto da ricercatrice per dedicarsi anima e corpo, full time, al mondo della sartoria artigianale, di diventare fashion designer, di creare la moda a suo piacimento.

Impegno, passione e pazienza come leitmotiv della sua attività, non priva di momenti bui ma sempre affrontati col sorriso e con la voglia di mettersi in gioco, dopo aver stravolto i propri piani, di essere uscita da quella “gabbia” che non la faceva sentire sé stessa. È così che nasce il progetto di The yellow peg che è, oggi, una realtà fatta di mille sfaccettature: di abiti vintage reinterpretati in chiave moderna, di storie che si intrecciano con quella di Simona, attiva quanto mai tra blog – dove fornisce tutorial per chi vuole avvicinarsi a questo mondo – e social, spazio di condivisione di idee, progetti e pensieri quotidiani.

Quello di Simona è un racconto di cambiamenti radicali, di creazioni dettate dalla propria volontà senza seguire i dettami imposti dalla moda, di successi raggiunti con tanto studio, lavoro e dedizione. Una storia che ci ha colpito e che speriamo, in qualche modo, abbia fatto piacere leggere anche a voi.

Qui sotto, intanto, vi lasciamo i contatti della nostra protagonista, del sito dove poter acquistare le sue creazioni e le sue pagine social dove poter curiosare e immergersi a 360 gradi nel mondo di “The Yellow peg”, un mondo che, se vorrete, esploreremo insieme venerdì 1 marzo con le parole della stessa Simona in un’intervista pubblicata qui, sul nostro blog.

“The yellow peg” – Simona Ullo

www.theyellowpeg.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/theyellowpeg/

Pagina Instagram: https://www.instagram.com/the_yellow_peg_it/

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